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3 film iconici che ti faranno venire voglia di volare a Parigi

    3 film iconici che ti faranno venire voglia di volare a Parigi

    Amélie, Midnight in Paris, Inception: tre film ambientati a Parigi che trasformano la città in un personaggio. E che, una volta visti, rendono impossibile non prenotare un volo.

    Ci sono città che esistono due volte: una volta nella realtà, e una volta nel cinema. Parigi è quella città per eccellenza, la più filmata, la più sognata, la più capace di trasformarsi in metafora ogni volta che una cinepresa la inquadra. Non è un caso: i boulevard, i caffè, i tetti di zinco, la Senna al tramonto sembrano costruiti appositamente per essere raccontati per immagini.

    Tre film, in particolare, hanno fatto qualcosa di più che ambientarsi a Parigi: l’hanno resa un personaggio. E chi li ha visti difficilmente riesce a resistere alla tentazione di prenotare un volo.

    1. Il favoloso mondo di Amélie (2001) — La Parigi che non ti aspetti

    Jean-Pierre Jeunet non ha girato un film su Parigi. Ha girato un film su come Parigi appare quando la si guarda con gli occhi giusti, quella capacità di trovare il meraviglioso nel quotidiano che è il dono raro di certi luoghi e di certi personaggi.

    Amélie Poulain abita a Montmartre, e questa scelta non è casuale. Il quartiere arroccato sulla Butte con le sue scalinate, i caffè dall’aria vagamente retrò e il Sacré-Cœur che spunta all’improvviso tra i tetti  è la Parigi più cinematografica che esista, quella che sembra uscita da un’illustrazione piuttosto che dalla realtà. Il Café des Deux Moulins, dove Amélie lavora come cameriera in rue Lepic, è ancora lì e accoglie ogni anno migliaia di visitatori che ordinano qualcosa solo per sedersi dove si sedeva lei.

    Ma il film non è solo Montmartre. È il Canal Saint-Martin con i suoi ponti in ferro e le chiuse che il regista usa come sfondo per alcune delle scene più poetiche. È il Sacré-Cœur visitato di notte. È una Parigi filtrata attraverso una palette cromatica verde-rossa così iconica da essere diventata, nel tempo, parte dell’immaginario collettivo della città stessa.

    Visitare Parigi dopo aver visto Amélie significa guardare ogni angolo con la sensazione che stia per succedere qualcosa e Parigi, spesso, non delude.

    2. Midnight in Paris (2011) — La città come macchina del tempo

    Woody Allen ha fatto molti film d’amore. Ma Midnight in Paris è forse il più puro perché l’oggetto dell’amore non è una persona, ma una città intera. E una versione di quella città che esiste solo nella memoria e nell’immaginazione.

    Gil, lo sceneggiatore americano interpretato da Owen Wilson, ogni notte a mezzanotte sale su una misteriosa automobile d’epoca e si ritrova nella Parigi degli anni Venti quella di Hemingway, Fitzgerald, Gertrude Stein, Picasso, Dalí. La tesi del film è semplice e universale: tendiamo a credere che l’epoca migliore sia quella che non abbiamo vissuto. Ma le location che Allen sceglie per raccontarla sono reali e visitabilissime.

    La Côte de la Bibliothèque, nell’arrondissement di Saint-Germain, è il vicolo dove Gil aspetta ogni notte la sua carrozza e ancora oggi, di sera, conserva un’atmosfera sospesa che rende credibile il sortilegio. Il Musée Rodin, con il giardino dove le statue sembrano ascoltare la pioggia, appare in una delle scene più belle del film. E poi c’è Versailles, visitata in una sequenza che alterna malinconia e umorismo tipicamente alleniano.

    Ma il vero protagonista è Parigi intera, inquadrata all’alba, sotto la pioggia, con quella qualità della luce grigio-perla che nessun’altra città al mondo ha e che nel film diventa quasi un argomento: la pioggia a Parigi non è maltempo, dice una delle scene più citate, è romanticismo.

    3. Inception (2010) — Parigi come non l’hai mai vista

    Questo è il film che ha fatto qualcosa di tecnicamente impossibile: ha preso una delle città più fotografate al mondo e l’ha resa irriconoscibile e proprio per questo indimenticabile.

    La sequenza del sogno nel secondo livello di Inception si svolge a Parigi, e Christopher Nolan (lui di nuovo, dopo Odissea) sceglie di mostrarla attraverso uno sguardo che letteralmente la piega su se stessa. La città si arrotola verso il cielo, i boulevard si ripiegano a novanta gradi, i quartieri si sovrappongono in geometrie impossibili. Non è una Parigi immaginaria: sono luoghi reali, rielaborati con effetti pratici e digitali in modo così preciso da risultare più veri della realtà stessa.

    Il Pont de Bir-Hakeim, il ponte a due livelli che attraversa la Senna, è diventato uno dei luoghi più ricercati dai fan del film: è qui che la famosa scena del sogno nel sogno raggiunge il suo apice visivo, con Ariadne e Cobb che camminano mentre il paesaggio si ripiega sopra di loro. Il ponte esiste, è visitabile, e anche senza effetti speciali ha qualcosa di leggermente surreale, due livelli sovrapposti, i treni della metropolitana aerea che lo percorrono, la Senna sotto e la Torre Eiffel sullo sfondo.

    Il Café de Flore e la zona di Saint-Germain-des-Prés appaiono in alcune scene introduttive, così come i Grands Boulevards e le strade del centro. Girare Parigi dopo aver visto Inception significa guardare ogni angolo chiedendosi quante versioni di quella città esistano contemporaneamente e scoprire che la risposta, in qualche modo, è sempre più di una.

    Parigi aspetta — e il cinema è già la prima cartolina

    Amélie, Midnight in Paris, Inception: tre film, tre generi completamente diversi, tre modi di amare Parigi. Romantica e quotidiana nel primo, nostalgica e sospesa nel secondo, vertiginosa e surreale nel terzo. Eppure tutte e tre le versioni rimandano alla stessa città reale — quella che si può prenotare, raggiungere e camminare con i propri piedi.

    Il bello di Parigi è che riesce a essere tutte e tre queste cose insieme, a seconda di come la si guarda. E forse è proprio per questo che il cinema non riesce a smettere di raccontarla.

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